Lui è il nipotino della nostra buona vecchia amica nonnina ciociara. Quando è arrivato a Pigneto dalla Ciociaria con furore ci ha informato della sua scelta di non mangiare carne e derivati… Noi siamo rimaste confuse e abbiamo pianto molto, ma non appena abbiamo incontrato lo sguardo pieno di fame del nostro nipotino non abbiamo aspettato un secondo e abbiamo tirato giù un piatto bono per tutti i palati e nutriente che fermate, ce stanno più proteine la dentro che nell’anima de li mortacci vostra. Noi in cuor nostro ci chiedevamo come potesse reggersi in piedi, ma appena abbiamo visto la ferocia con cui si abbatteva su sta ceciata prosciugandola nel tempo record de 0.27 secondi fahrenheit abbiamo capito che non c’era da preoccuparsi, e che una corretta alimentazione non dipende da cosa si mangia ma dall’equilibrio dei nutrienti che si assumono, cosa che certamente non dipende dalla carne.

Le nonnine amano tutti i loro nipotini belli e non discriminano nessuna scelta alimentare, tranne quelli che rompono li cojoni all’altri per quello che mangiano o non mangiano, a loro je ‘nzuppamo la dentiera ner sugo. Perché l’importante non è cosa magni ma che ne magni tanto!!


Belli delle nonnine vostre finalmente siamo tornate! I nostri soliti acciacchi si fanno sentire, ormai siamo vecchiette, e nel nostro lungo viaggio per il mondo a quest’età è normale perdere qualche colpo! Ma non temete, di colpi voi non ne perderete neanche uno! Infatti siamo tornate cariche come non mai a bastonare le vostre manacce che in cucina fanno solo li danni. Per vostra fortuna però, e per quella dei vostri sfortunati commensali, oggi abbiamo deciso di presentarvi una ricetta che è la capostipite della cucina mediterranea, la base e la punta della piramide alimentare, se la comanda pure nella catena alimentare, se non siete abbastanza grezzi questa ve bullizza!! Disgraziate e disgraziati, siamo liete di presentarvi la pasta ai ceci! Ma no una pasta ai ceci qualunque. Una pasta ai ceci che la potete servire su di un vassoio d’argento in un piatto di porcellana della antica dinastia MING, si proprio quer piatto che t’ha prestato la famia de cinesi che abita all’appartamento de fronte a tu nonna e che c’ha tutti i disegnetti carucci che cor quasi che ie lo stai a ridà. Aniziamo quindi st’opera titanica che ve farà sudà sette camice, ma che in realtà a vivela n’attimo la cucina è na gran cazzata.

INGREDIENTI:
– 400g de pasta [Er cecio vole na pasta CORTA che ce se deve infilà dentro!!!]

– 1 scatola de ceci quelli che costano poco (0,27 euri non oltre)

– Sedanocaroteccipolle (er mix pronto der supermercato pe capisse)

– Pomodorini “PICCADILLY” NUN VE SBAIATE

– Rosmarino q.b.

– Semi di cumino Q.B. (qui il quanto basta viene rimarcato dal capslock con l’intento di sottolineare l’importanza che QUANTO ABBASTA È NE DEPPIÙ NE DEMENO DELLA QUANTITÀ GIUSTA CHE PORCACCIAVACCA SI CE SBAIATE LE QUANTITÀ DEL CUMINO NOI LO SAPEMO! NOI LO SENTIMO! AH SE LO SENTIMO! QUANTO SE LO SENTIMO! E VE CERCAMO! E SI VE CERCAMO SARÀ MEIO PE TUTTI CHE NON VE TROVAMO!!)

– Pepe q.b.
– Sale q.b.
Olio evo TANTO MA PROPRIO TANTO CHE DEVI ESAGERA’

PREPARAZIONE:

Iniziamo col mettere a bollire l’acqua, che noi ve conoscemo e si non ve lo dimo noi finite cor magnavve sto piatto de ceci conditi e co solo er vago sentore che manchi quarcosa. Poi piate un bel tagliere de legno, che quelli da radical de plastica ce offendono ebbasta, e tagliate il sedanocaroteccipolle bene bene come v’avemo insegnato noi.

Ora buttate almeno sette-dieci secondi de olio bono nella padella più grande che c’avete che poi dovete spadella’ e se la padella è piccola fate li danni. Mo, una vorta che l’oio sfriccica, e capirete che è pronto tirandoce du gocce d’acqua, potete comincia’ fiondando carote e sedano, e solo dopo, la cipolla che sennò s’annerisce e mannate tutto a puttane.

 

 

Mo tempo che se cociono, tagliate altrettanto bene i pomodorini tipo in quattro o anche in due se sete dei veri duri e tenete l’acquetta dei pomodorini che fa sugna e noi lo sapete nun buttamo gniente. Noi conosciamo i nostri polli e lo sapemo che pe completa’ st’operazione ce metterete na vita, quinni tempo che piate, taiate, fate, l’acqua è già mezza evaporata quindi buttate lesti la pasta e appena avete finito unite i pomodorelli al condimento e con la stessa fierezza dell’operaio delle acciaierie sovietiche versate una bella mestolata d’acqua di cottura ricca di amido che, si sa, “è l’oro della cucina” (cit. nonna ciociara).

 

 

Questo sarà fondamentale al fine di non farci partire le ovaie a trottola facendo asciuttare tutto. Ricordateve de da na girata alla pasta che noi lo sapemo che sete un po’ “distratti” (e sottolineo le virgolette) e ve lo intoppate de sicuro.

Un attimo proprio prima de butta’ i ceci me fate a pezzetti co le mano il rosmarino e lo fiondate insieme ai pomodorini e al sedanocaroteccipolla, così da daie er tempo de insaporire bene sto ben di dio che piano piano sta prendendo vita.

Mo finalmente è arrivato il momento del re cecio, che dopo essere stato ben scolato è pronto per essere insugnato bene co sto condimento ricco de orgoglio e passione.

Un paio de minuti de amore a fiamma arta fra ceci e  condimento potranno bastare prima de infilacce quatti quatti er tocco der maestro: er cumino! sfragnato rigorosamente a mano. Questo passaggio è caratteristico ed essenziale per distinguere un cecio perfetto da uno qualunque, tipo quello dozzinale delle mense che ce fa pure schifo! Mavaffanculo proprio! Aricordateve sempre poi che la pasta è sur foco e occhio a nun scocela, che ogni vorta che un piatto de pasta esce scotto dalla pentola a una nonnina ie casca un dente. Quindi co un paio de minuti de anticipo cacciate la pasta e buttatela ner condimento insieme a una generosa spolverata de pepe e ancora un goccio de acqua de cottura.

Regalate almeno tre minuti de passione a sti ingredienti che se amano follemente, nati per stare insieme e separati alla nascita vonno fa l’amore su una fiamma bella alta. Siate coraggiosi, fatela salta’ bene sta pasta, fateje vede le stelle, coronate con la giusta passione il loro sogno d’amore finchè una bella cremina uscirà spontanea dall’unione dei loro corpi.

Mo però de corsa dovete smorza’ sta passione e spezzare er momento romantico smistando a mestolate dure in belle ciotolone profonde, preferibilmente reduci de anni e anni de zupponi e faciolate grezze così da pote regge la potenza de questo piatto, che solo l’odore ve fa strilla’ la panza.

Siamo arrivati alla fine e ora è il momento di essere coraggiosi, tirate fori la stoffa del campione che vi hanno donato alla nascita e che avete sempre deciso di non tirare fuori dal cellophane per non sgualcirla e con spavalderia aggiungete una bella colata de olio bono a crudo. Ricordate l’insegnamento delle vostre nonnine: la quantità giusta è solo oltre il limite.
Mo se sete dei cojoni ce potete pure mette tipo er parmigiano ma sappiate che a noi ce fate rate. Quindi sedeteve e godeteve con timoroso rispetto sto cristo de piatto che è il capostipite della dieta mediterranea.

BUON APPETITO STRONZI.