Nel mondo l’utilizzo della cannabis è diversamente regolato : ci sono infatti paesi che negano tout court ogni tipo di utilizzo, paesi ammettono l’uso ricreativo, paesi che ,invece, consentono solo l’uso terapeutico. In questo articolo analizzeremo le diverse scelte effettuate dai vari paesi.

Cominciamo il nostro percorso prendendo in esame la legislazione spagnola. Qui è consentito l’utilizzo sia per fini terapeutici che per fini ricreativi. Nel secondo caso però il consumo può avvenire solo in luoghi privati e nel rispetto di talune regole (ogni cittadino può coltivare un massimo di due piante). Per facilitare l’utilizzo della marijuana sono stati creati i cosiddetti cannabis social club, associazioni senza scopo di lucro, che consentono esclusivamente agli iscritti di consumare cannabis al’interno dei locali della associazione. Iscriversi in queste associazioni non è semplicissimo, bisogna essere maggiorenni ed essere prestato da qualcuno che è già membro, non sono però rari i casi in cui si aggira la normativa e si consente l’ingresso anche ai turisti . In Spagna è tutt’ora vigente il divieto di vendita, e di consumo in luoghi pubblici.

Volgiamo ora lo sguardo alla legislazione olandese. In questo Paese contrariamente a quanto si pensa, è vietato l’uso di qualsiasi droga, tuttavia, è tollerato sia l’acquisto di 5 grammi di cannabis nei coffee shop ( con osservanza di talune regole) si la detenzione di una modica quantità di droghe per consumo personale. Non vi è alcun tipo di tolleranza per il consumo di droghe pesanti, è comunque consento il commercio di farmaci a base di estratti dei cannabinoidi.

Più difficile è invece l’analisi della legislazione USA, dove non tutti gli stati hanno regolamentato l’utilizzo della marijuana, infatti solo 20 stati (Alaska, Arizona, Colorado, Connecticut, Delaware, Hawaii Illinois, Maine, Massachussets, Michigan, Montana, Nevada, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, Oregon, Rhode Island, Vermont e Washington) si sono dotati di una normativa in materia che permette l’uso terapeutico o ricreativo della cannabis. Di particolare interesse è la legislazione del Colorado, dove l’utilizzo a scopo ricreativo è divenuto lecito nel 2014 per tutti i maggiorenni. In questo stato è perciò possibile acquistare marijuana direttamente da rivenditori autorizzati, ciò ha contribuito ad un maggior introito per le casse dello Stato per un ammontare di circa 70 milioni di dollari nel periodo fiscale 2014/2015, cifra destinata a salire nei successivi anni. Recentemente anche la California ha regolamentato l’uso ricreativo della marijuana. Nel 1996 lo stato fu il primo a regolamentare l’utilizzo terapeutico della cannabis, permettendo ai titolari della “medical marijuana card”  di rivolgersi ai rivenditori autorizzati per ricevere la quantità di cannabis prescritta. Nella pratica era piuttosto semplice riuscire a farsi prescrivere della cannabis, bastava pagare un medico compiacete un centinaio di dollari ed il gioco era fatto. Pertanto nel 2016 anche questo stato, seguendo il modello del Colorado, ha previsto la possibilità di utilizzo per uso ricreativo della marijuana nei seguenti termini: i maggiori di 21 anni potranno possedere 28 grammi di marijuana per uso personale e piantare a casa fino a sei piante. Lo Stato poi concederà licenze per la vendita della droga leggera, applicando un’accisa del 15%.

L’ultimo stato che analizzeremo è il Portogallo. Da ormai diversi anni in questo Stato, è stato depenalizzato il possesso e l’uso di dosi per un consumo personale fino a un massimo di dieci giorni – 15 grammi nel caso di cocaina o eroina, 20 grammi di cannabis – questo significa che, secondo la legislazione portoghese, 20 grammi di cannabis è una quantità assumibile in 10 giorni.  Il legislatore è partito dal presupposto che il consumatore di droghe necessitasse aiuto da parte dello Stato, è quindi previsto che i soggetti che vengono arrestati per possesso di quantitativi sopra-soglia, siano inseriti in programmi di recupero e reinserimento sociale. Dati alla mano il modello portoghese sembra funzionare, infatti, il numero di morti per overdose è drasticamente diminuito negli ultimi anni, “solo” 22 nel 2013 mentre erano 98 i morti nel 2008. Inoltre è stimato che il numero dei dipendenti da eroina si diminuito di circa il 70%, e che la popolazione carceraria che ha commesso reati inerenti al droga sia diminuita dal 42% del 2001 al 21% del 2014. In compenso, però, è aumentato il numero di soggetti che fanno uso di droghe sintetiche.

In conclusione nel mondo e soprattutto in Europa, esistono vari modelli da cui poter prendere spunto per l’approvazione di una legge che regolamenti l’uso ricreativo della cannabis. Bisogna però precisare, che ogni modello ha una sua storia ed è nato, come nel caso portoghese, per far fronte ad una emergenza sociale che era davvero preoccupante. Oggi non ci resta che aspettare un eventuale ragionata presa di posizione del nostro legislatore.