Tra i temi più caldi nel’ opinione pubblica c’ è quello della riforma della legittima difesa. Per una serie di motivi attualmente in parlamento, e più precisamente in commissione Giustizia, sono presenti 4 testi: uno è quello originario, a prima firma Lega, che mira a modificare l’articolo 52 del codice penale. L’altro è il testo della Lega modificato da un emendamento del Pd, il terzo è il testo nuovo presentato dalla Lega in risposta al “blitz” e l’ultima proposta è a firma Fratelli d’Italia.
La proposta del Carroccio vuole aggiungere all’articolo 52 del codice penale, che disciplina la legittima difesa, un ultimo comma che recita: “Si presume, altresì, che abbia agito per difesa legittima colui che compie un atto per respingere l’ingresso, mediante effrazione o contro la volontà del proprietario, con violenza o minaccia di uso di armi da parte di persona travisata o di più persone riunite, in un’abitazione privata, o in ogni altro luogo ove sia esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”.
Sul tema Matteo Salvini è indubbiamente il più netto che – a titolo di esempio – il 12 febbraio 2016 dichiara letteralmente sulla sua pagina facebook : “Ieri, oggi e domani: se entri in casa mia ed esci steso, sono cazzi tuoi!!!
Salvini ha dichiarato esattamente un anno dopo, ospite di Maria Latella su Sky TG 24 il 12 febbraio scorso: “C’è la legge sulla legittima difesa che da quattro anni aspetta di essere approvata in Parlamento, che cancella il reato di eccesso di legittima difesa e quindi viene incontro ai cittadini che si difendono, che non devono essere processati
Perché alla luce della sua concreta proposta di legge le sue affermazioni sono sbagliate:
1) IL PRECEDENTE FALLIMENTO
“Da oggi i delinquenti Devono avere qualche timore in più e le brave persone, vittime di aggressioni, qualche problema in meno. E’ stato finalmente sancito il principio per cui un aggressore e un aggredito non sono più sullo stesso piano. E’ stato riconosciuto il diritto dell’aggredito di difendersi”
La dichiarazione fu di Roberto Castelli, 24 gennaio 2006. All’ epoca era ministro della giustizia proprio della lega nord e con questa frase commentava la riforma del suo governo ( Berlusconi ) sulla legittima difesa. Dove sbagliò? Perchè oggi discutiamo ancora?
La legittima difesa implica necessariamente un’aggressione e una reazione, sottoposte entrambe a determinate condizioni. Perché operi in modo pieno la presunzione di proporzione, è necessario che si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni: 

  • l’aggressione deve vedere presenti offesa, minaccia ingiusta e pericolo attuale.
  • la reazione deve invece essere necessaria e proporzionata. In base al codice penale la legittima difesa è una delle “cause di giustificazione”, cioè quelle situazioni che rendono lecito un comportamento normalmente qualificato come reato ( come ad esempio l’ amputare una gamba da parte di un medico se il paziente è d’ accordo ). L’ istituto della legittima difesa è contemplato all’art. 52 del codice penale italiano, che al primo comma recita:
    « Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa
    Con la legge 13 febbraio 2006 n. 59 (“Modifica all’articolo 52 del codice penale in materia di diritto all’autotutela in un privato domicilio”) è stato aggiunto un comma recante le disposizioni che seguono:
    « Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma (reato di violazione di domicilio, ndr), sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
    a) la propria o altrui incolumità;
    b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.
    La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale. »
    La riforma del 2006 ha dunque introdotto una presunzione assoluta (iuris et de iure) di proporzione fra difesa e offesa, nei casi di reazione avvenuta durante la commissione di delitti di violazione del domicilio e in presenza di un pericolo di aggressione fisica; al domicilio, inoltre, sono equiparati i luoghi di esercizio di attività economiche.
    Intorno alla questione si era scatenata la bagarre politica. Si paventava un far west ma nel concreto esercizio della giustizia è cambiato molto poco. La giurisprudenza di Cassazione aveva infatti fin da subito fortemente limitato l’impatto della riforma voluta dalla Lega. Ad esempio già nel 2007 aveva specificato che “un’indiscriminata reazione nei confronti del soggetto che si introduca fraudolentemente nella propria dimora” non è coperta dalla legittima difesa. Dunque, nei fatti, il criterio di proporzionalità è rimasto anche dopo la riforma del 2006. Salvini dovrebbe imparare dagli errori di quel tentativo.

2)IL REATO DI ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA NON SI CANCELLEREBBE
Se si viola la proporzionalità si cade nell’articolo 55, che punisce l’eccesso colposo nell’utilizzo delle cause di giustificazione. Questo è comunque un “trattamento di favore” per chi eccede: la vittima di un furto che, eccedendo, uccida un ladro, invece di essere processato per omicidio volontario viene processato per omicidio colposo, punito meno severamente.
La giurisprudenza ha chiarito che il concetto di proporzionalità non è rigido, ma viene considerato in base a tutte le circostanze intervenute in concreto ( ad esempio che è possibile per una persona minacciata di violenza sessuale uccidere l’ aggressore ma che non è possibile uccidere quest’ ultimo per recuperare la refurtiva di un furto ). Come evidente, l’aggiunta del comma non cancella il reato di eccesso di legittima difesa – previsto dall’articolo 55 del codice penale – ma disciplina un tipo di casi molto particolari: quella di chi reagisca all’effrazione di una persona mascherata o di più persone, che con minaccia delle armi o con violenza entrano in casa o nel luogo di lavoro dell’agente (colui che agisce, reagendo).
Come evidenziato da un documento  del Servizio Studi della Camera del novembre 2015, che si occupava proprio delle proposte di modifica sulla legittima difesa, “la presunzione legale in esame si caratterizza […] per il mancato, esplicito riferimento al rapporto di proporzionalità tra offesa e difesa”. In sostanza, si interviene insomma sul “rapporto di proporzionalità” ma non lo si cancella
Affermare, come fa Salvini, che si cancelli del tutto il reato di eccesso di legittima difesa è non solo sbagliato ma anche pericoloso. Se un domani la proposta della Lega dovesse entrare in vigore, con una comunicazione del genere si rischierebbero di incentivare reazioni violente che poi non sarebbero effettivamente coperte dalla legittima difesa.

3) IL REATO DI ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA NON DOVREBBE ESSERE CANCELLATO
Checchè ne dicano i media la punibilità non è solo prevista quando ci sono tutti i principi della legittima difesa ma anche quando essa è “putativa”, quando cioè pur in assenza di un “pericolo attuale di un’ offesa ingiusta” si ritiene in buona fede di trovarsi in una simile situazione. Il problema non è tanto “normativo” quanto “comunicativo”. In molti casi le dinamiche non sono chiare e bisogna ricostruire la dinamica dei fatti ( con testimonianze, perizie etc ) ed è necessario ipotizzare il reato più grave per non rischiare l’ inutilizzabilità di quegli atti. Comprensibile che, se questa iscrizione è già interpretata dall’ opinione pubblica come un accusa, un’ imputazione, una condanna, vi siano reazioni negative, ma si dovrebbe chiarire che l’ atto è dovuto e non dare la colpa ad una parte politica avversaria
Alla magistratura spetta il dovere e l’ onere di accertare la verità e di applicare la legge. Alla politica spetta di farla, non strumentalizzarla.