Con la collaborazione di Emanuele Macaluso

Il 6 dicembre del 1921, al termine della guerra d’indipendenza tra Irlanda e Gran Bretagna, fu stabilito con il Trattato Anglo-Irlandese che, delle 32 contee totali dell’Irlanda, 26, di religione cattolica, ottenessero l’indipendenza dalla Gran Bretagna per formare un nuovo Stato (che con la nuova Costituzione del 1937 sarebbe divenuto poi una Repubblica) e le restanti 6, di religione protestante, che già con il Government of Ireland Act del 1920 avevano ottenuto un riconoscimento d’autonomia, potessero decidere se unirsi alle restanti oppure rimanere “parte” del Regno Unito. Le contee dell’Irlanda del Nord, essendo protestanti, colsero la palla al balzo e decisero di non fare parte dell’Irlanda e di definirsi la quarta nazione costitutiva del Regno Unito (dopo Galles, Scozia ed Inghilterra).

Questo doveroso preambolo ci aiuterà a capire meglio le sorti della città di Derry. La squadra locale della città, che si trova in Irlanda del Nord, nasce nel 1928 e ha una particolarità: dal 1985 partecipa al campionato irlandese. I motivi sono presto detti: Derry è una città prevalentemente cattolica, come quindi anche la tifoseria locale, ma trovandosi all’interno di una nazione come quella dell’Irlanda del Nord, a prevalenza protestante, ha da sempre dato “problemi”. In una nazione dove era praticato il cosiddetto gerrymandering, fenomeno attraverso il quale le circoscrizioni elettorali erano disegnate in modo da non permettere ai cattolici di vincere le elezioni, la componente cattolica ha sempre subito forti discriminazioni.

Il problema però del Derry City, unica squadra cattolica in un campionato protestante (fino al 1985, poiché ad oggi l’unica squadra cattolica presente è il Cliftonville) non era solo di natura religiosa ma anche politica, in quanto i protestanti erano favorevoli al mantenimento della nazione nel Regno Unito, mentre i cattolici erano espressione della volontà di creare un’unica Irlanda, libera dall’influenza britannica. Ad esacerbare i già non tranquilli rapporti tra il Derry e il resto del campionato, oltre agli episodi contro i protestanti del Ballymena, al quale fu bruciato il pullman, bisogna aggiungere il ruolo politico svolto dalla P.I.R.A (Provisional Irish Republican Army) da non confondere con l’I.R.A irlandese, che era l’esercito regolare durante la guerra d’Indipendenza. La P.I.R.A, sin dai primi mesi (si costituì a cavallo tra il 69’ ed il 70’ ), si occupò principalmente di difendere i quartieri cattolici delle principali città dell’Irlanda del Nord (Belfast e Derry) dopo che nel 1969 molti di essi furono attaccati da gruppi di estremisti protestanti. Il suo obiettivo era di battersi per la fine della presenza britannica in Irlanda del Nord e la riunificazione con la Repubblica d’Irlanda. In questi anni definiti “The Troubles” (disordini) bisogna annoverare le continue e reciproche offensive militari con le truppe britanniche e soprattutto tra la P.I.R.A e l’UDA (Ulster Defence Association) ovvero l’organizzazione paramilitare di stampo lealista, che combatteva affinché l’Irlanda del Nord rimanesse parte del Regno Unito.

L’apice, come racconta anche una notissima canzone degli U2, fu raggiunto nella cosiddetta “Domenica di Sangue” (Bloody Sunday), quando, il 30 gennaio 1972, durante una manifestazione pacifica per i diritti civili dei cattolici a Derry, il 1° Battaglione del Reggimento Paracadutisti britannico aprì il fuoco, colpendo 26 manifestanti. Tredici persone, sei delle quali giovanissime, furono uccise, mentre una quattordicesima morì quattro mesi più tardi per le ferite riportate. Cosa che generò più sdegno fu il fatto che la regina d’Inghilterra, Elisabetta II, anziché punire i responsabili, decorò il comandante dell’operazione, il colonnello Derek Wilford.

Parallelamente ai conflitti politici, seguirono le ripercussioni sul calcio, poiché il Derry City ritenendo che la situazione fosse divenuta insostenibile (già da alcuni anni la Federazione Nordirlandese aveva imposto al Derry di giocare a circa 30 chilometri dalla città, per ragioni di sicurezza) decise di ritirarsi dal campionato locale. Solo nel 1985 riuscì ad affiliarsi alla Federazione irlandese e a partecipare al campionato della Repubblica d’Irlanda dove nella stagione 1988-89 conquistò il treble (termine inglese per indicare la vittoria di più competizioni in uno stesso anno, infatti conquistò campionato, Fai Cup e coppa di Lega). Dopo l’espulsione dal campionato del 2009 causa stipulazione irregolare dei contratti dei giocatori, il club rinacque poco dopo e ad oggi milita nella massima competizione nazionale. Dopo tutte queste vicende, mi vien da chiedere: ma nel 1921, una suddivisione migliore delle contee , tenendo conto della religione, proprio non poteva essere fatta?