Passare l’adolescenza in una piccola città può essere l’esperienza più noiosa nella vita di una persona. Passati i dodici anni, quando si comincia ad uscire in comitiva per le strade, ad esplorare il posto in cui si vive, si realizzano varie cose: è piccolo, è vuoto, ci conosciamo tutti e non c’è nulla da fare. Crescendo la situazione peggiora sempre più, mentre un certo fatalismo comincia a prendere l’animo delle persone. Come rimediare a questo vuoto esistenziale? Da millenni l’uomo ha risposto a questa sfida con l’intrattenimento, l’arte, la musica, le feste e i centri di ritrovo.

Da qualche anno a questa parte, si è assistito a un risveglio della vita culturale della città di Arezzo, in Toscana. Non parlo solo dei progetti ufficiali, come Icastica, il festival artistico che da anni interessa questa città, o il Mengo Music Fest, che anima le nostre estati portandovi concerti e festa; parlo del risveglio dei giovani, che ad ogni manifestazione o evento culturale sono presenti e interessati.

La mostra “Santi Sconsacrati”, inaugurata il 10 marzo, ne è un esempio. Nello spazio della Casa dell’Energia si sono raccolte decine di persone per l’inaugurazione dell’esposizione di Will Dameron.

 

Titled 04: Dario, il Sano 

Lasciamo che a parlare di questa mostra sia l’artista:

Ciao Will, parlaci un po’ di te!

“Sono un artista americano, vengo da Atlanta. Vivo ad Arezzo da un anno e mezzo, e frequento l’Accademia d’arte, una scuola teatrale in cui studiano soprattutto ragazzi americani, ma è una scuola internazionale”.

 

Titled 05: Jasper, the Georgian

 

Puoi presentarci la mostra? Chi sono i Santi Sconsacrati?

“I Santi Sconsacrati sono coloro che mi hanno ispirato mentre studiavo; come i santi per una persona religiosa, mi hanno ispirato nel mio percorso, nella mia creazione, nel mio spirito. Ogni quadro è basato su una foto famosa di quella persona”

Titled 06: Georgia of the Desert

Sono colpita da questo quadro. Chi rappresenta?

“E’ di Georgia O’Keeffe. Faceva opere interessanti. La cosa che mi ha ispirato di più di lei è che si è fatta gli affari suoi, ha vissuto la sua vita dicendo: questa è la mia vita e la vivo come voglio; questa è la mia arte, e la faccio come voglio. Questo mi ha ispirato un sacco, perché ero molto nervoso prima sull’esprimermi come sentivo, volevo sempre seguire gli altri artisti, movimenti.  Quando ho conosciuto la storia della sua vita, ho visto la sua arte, ho capito che anche io potevo fare le cose che mi piacevano, seguire la mia ispirazione.”

 

Cosa ne pensi della scena artistica locale?

“La scena artistica locale è molto interessante, perché è viva; ma non c’è tanta gente che lo sa. Ci sono artisti e persone molto brave che fanno molte cose, il problema si ha nel momento di esporre, nel trovare il luogo. Non c’è molto spazio per le esposizioni, manca un appoggio dal governo”.

 

Da sinistra: Marco Giustini, assistente direttore della Casa dell’Energia, Will Dameron, Gala Ivkovic, manager dell’artista, e Fabio Mori, direttore della Casa dell’Energia

 

Nel suo discorso di apertura Will, dopo aver ringraziato chi lo ha aiutato con il suo progetto, ha parlato di un tema molto caldo per la città: quello del rapporto tra arte e decoro. Dopo la forte dichiarazione dell’assessora Tanti, per la quale “il decoro ha un solo colore: ed è quello della parete del muro”, e che proponeva di rimuovere addirittura i murales lasciati alla città dagli artisti di Icastica, un nuovo collettivo artistico è nato ad Arezzo: il collettivo X-Quis.

“Vorrei ringraziare anche il nuovo collettivo X-Quis – ha aggiunto Will Dameron – un gruppo di giovani nato per difendere il vero decoro che, come sappiamo tutti, è quello colorato

Nel loro manifesto, gli artisti spiegano che l’idea è “quella di fare rete con finalità culturali e di socialità, per permettere all’individuo di affinare, esprimere e condividere le proprie inclinazioni artistiche”. Aggiungono che la loro attenzione è “rivolta anche alla street art, non solo per l’interesse che suscita nel mondo artistico odierno, ma anche come forte impatto espressivo della libera creatività”.

L’arte aretina sfida la nuova amministrazione cittadina che, da quando è arrivata al potere, ha cercato di ridurre la scena intellettuale e artistica a uno spazio ristretto e controllato, schierandosi non solo contro la street art, ma anche contro alcune installazioni delle scorse edizioni di Icastica.

Questo dimostra che dove c’è una cittadinanza attenta e viva, che comprenda giovani e adulti nella ricerca di spazi di intrattenimento culturale, è possibile portare avanti progetti che allietino la vita a tutti.

La mia speranza è che gli adolescenti di domani possano scegliere, anche nelle piccole città, escluse dai grandi eventi e dagli impulsi delle metropoli, di seguire progetti artistici, musicali, letterali, che rendano la vita più interessante e divertente.