L’arrivo della primavera porta sempre con sé nuovi cambiamenti. Quest’anno, però, ad essere rivoluzionati non saranno solo gli armadi, ma anche il sistema scolastico italiano potrebbe cambiare il proprio abito. È infatti fissato a Venerdì 17 Marzo il termine ultimo entro il quale le commissioni parlamentari competenti sono chiamate a esprimersi in merito alle nove deleghe promosse dal Miur (otto delle quali approvate dal Consiglio dei Ministri il 14 Gennaio 2017) sulla legge 107 del 2015, meglio conosciuta come “La Buona Scuola”.

Tra tutte le deleghe presentate e approvate dal CdM, oggetto di maggiore discussione all’inizio dell’anno corrente è stato il decreto attuativo riguardante il cambiamento delle modalità di accesso agli Esami di Stato e il loro relativo svolgimento; prima di fornire i dettagli essenziali delle modifiche previste, è doveroso precisare che tutti i disegni di legge, qualora ricevessero l’approvazione parlamentare e il successivo via libera definitivo da parte del CdM, entrerebbero in vigore a partire dal 2018.

ECCO LE NOVITA’ PRINCIPALI

Nel caso in cui le delibere in programma avranno dunque esito positivo, ai futuri maturandi basterà la media complessiva del 6 (compreso il voto in condotta) per essere ammessi agli Esami di Stato; inoltre le prove scritte che dovranno sostenere non saranno più tre ma solamente due, la prova di italiano (nazionale) e la prova sulla materia stabilita in base all’indirizzo del corso di studi (sempre nazionale), e la consueta prova orale terrà conto, in aggiunta, anche delle competenze acquisite durante l’esperienza di alternanza Scuola-Lavoro; il voto finale sarà dato dalla somma dei punteggi ottenuti in tutte le prove sostenute (un massimo di 20 per ciascuna di esse) con il numero dei crediti scolastici accumulati durante gli ultimi tre anni (non più 25, ma 40 in totale, 12 il terzo anno, 13 il quarto e 15 il quinto).

L’ultima novità è rappresentata dall’introduzione della prova Invalsi di italiano, matematica e inglese durante l’ultimo anno, ma in un periodo antecedente agli Esami di Stato; la prova non inficerà sul voto finale che potranno ottenere i maturandi, ma il suo svolgimento costituirà un requisito per l’ammissione all’esame.

NATURALMENTE NON MANCANO LE POLEMICHE

Tra tutti i cambiamenti esposti, la media complessiva del 6 come requisito minimo per accedere alle prove di maturità è sicuramente quello che ha ricevuto più critiche in assoluto, tanto che diversi editoriali hanno gridato all’istituzione del 6 politico; più che parlare di “6 politico”, è utile considerare quanto e come le novità che potranno entrare in vigore intaccheranno il modo di studiare e la formazione degli studenti, specialmente tra qualche anno.

In primo luogo, l’aumento dei crediti scolastici complessivi conferirà agli ultimi tre anni del percorso di studi un peso maggiore, in particolare se si aspira a diplomarsi con ottime votazioni; in secondo luogo, tutti gli studenti che hanno sempre arrancato, per tutta una serie di motivazioni, in determinate materie, l’anno della maturità potranno anche non spendersi per ottenere l’agognata sufficienza in quelle materie in cui sono risultati carenti, sarà sufficiente, per ottenere l’ammissione all’esame, che abbiano dei voti più che dignitosi in tutte le altre discipline.

Tirando le somme, le modifiche che potranno essere introdotte non colpiranno la quantità degli studi indispensabili, ma la loro qualità, richiedendo, da un lato, a chi vuole conseguire ottimi risultati, una dedizione senza possibilità di flessione, e permettendo, dall’altro, a chi invece ha sempre puntato a ottenere il minimo indispensabile, di poter settorializzare il proprio impegno.

In conclusione, alla luce delle argomentazioni finora esposte, si può affermare che la rivoluzione forse più tangibile sarà da rintracciare nel fatto che il voto finale degli Esami di Stato non dipenderà tanto dalla variabilità dei risultati delle prove d’esame, ma quanto più dalla qualità della carriera scolastica.

 

Fonti:

Camera.it

Hubmiur.pubblica.istruzione.it

FLCGIL.it

Lastampa.it

Foto presa da: wikipedia.org