Come molti di voi sapranno, qualche giorno fa la NASA ha annunciato di aver scoperto ben sette pianeti “abitabili” orbitanti attorno alla stella TRAPPIST-1, una nana rossa distante 39,5 anni luce dalla Terra; la scoperta è di eccezionale portata, perché mai prima d’ora sono stati individuati così tanti pianeti terrestri attorno ad una singola stella.

TRAPPISt-1 in rapporto al Sole

 

La stella in questione, TRAPPIST-1, è una nana rossa di classe spettrale M8, ed è appena sopra il limite per l’innesco delle fusioni nucleari

I pianeti sono: TRAPPIST-1b, il più vicino alla stella, con un periodo di rivoluzione di soli 1,5 giorni, e, di conseguenza, anche il più caldo (si stimano più di 75 gradi).

TRAPPIST-1c è il più massiccio, anche lui è molto caldo, ma più denso; inoltre potrebbe, come il precedente, aver perso molta acqua.

TRAPPIST-1d ha un Earth Similarity Index (una misura che dà l’idea di quanto il pianeta sia simile alla Terra) di 0.90, il più alto tra tutti gli esopianeti conosciuti. Ha una massa che è solo il 40% rispetto alla Terra, ed è un po’ più caldo.

TRAPPIST-1e ha dimensioni simili a quelle di Venere, una temperatura molto simile a quella della Terra, inoltre potrebbe contenere dell’acqua liquida sulla superficie.

Anche TRAPPIST-1f potrebbe avere enormi quantità di acqua sulla superficie.

TRAPPIST-1g è il più grosso del sistema e, pur essendo al di fuori della zona abitabile, è abbastanza massiccio da poter, eventualmente, ospitare un’atmosfera sufficientemente densa da permettergli di contenere acqua liquida.

TRAPPIST-1h è l’ultimo pianeta, il più freddo e il meno conosciuto. Probabilmente è troppo freddo per essere abitabile.

 

Evidenzia il passaggio dei pianeti davanti alla stella

 

 Ora, la domanda più importante: sono abitabili? Purtroppo, probabilmente non lo sono. So che avrete sentito termini come “pianeta gemello della Terra” e cose simili, ma la realtà è ben diversa.

Dato che la stella è molto piccola, i pianeti, per essere alla distanza giusta, devono orbitarci molto vicino: infatti orbitano attorno a TRAPPIST-1 in un periodo tra 1 e 20 giorni.

Il problema è che quando un corpo orbita così vicino ad un corpo massiccio, esso tende a mostrargli sempre la stessa faccia (quello che accade alla Luna), quindi una parte del pianeta, quella illuminata, sarà troppo calda per la vita, mentre quella in ombra troppo fredda; verrebbe lasciata abitabile solo una sottile linea crepuscolare, peraltro sferzata da forti venti dovuti alla differenza di temperatura tra le due zone. In realtà, se avessero un’atmosfera molto densa, potrebbero riuscire a riequilibrare la temperatura, tuttavia questo li potrebbe sottoporre ad un effetto serra estremo, rendendoli troppo caldi per la vita (come accade a Venere).

In base a quello che sappiamo, possiamo dire che sicuramente i primi due (Trappist-1b e Trappist-1c) non sono abitabili, in quanto troppo caldi, mentre Trappist-1h è troppo freddo. Rimangono possibilmente abitabili Trappist-1d, Trappist-1e, Trappist-1f e Trappist-1g.

 

rappresentazione dei pianeti messi a confronto con i pianeti del sistema solare

C’è da dire però che non sappiamo ancora quasi nulla di questi pianeti: non sappiamo se contengono acqua o se hanno un’atmosfera e, finché non lo sapremo, nessuno potrà dire con certezza se e quanto sono abitabili.

 

 

Foto presentazione da Space.com: http://www.space.com/32763-trappist-1-tiny-star-habitable-planets-images.html

Foto nell’articolo da Oggiscienza.it, crediti immagine: NASA/JPL-Caltech

Fonti: http://www.trappist.one/,

https://www.eso.org/public/unitedkingdom/images/eso1706o/