L’inchiesta Consip getta nuovo fango sulla politica italiana, benzina adatta alle dinamiche più becere e giustizialiste

 

Come molti sapranno (o come saprete tra poco), non amo i casi di cronaca. Nemmeno quando si intrecciano con la politica, quindi vi rimando a questo ottimo riassunto dell’inchiesta pubblicato dal Post.
Entrando nel campo specificamente giuridico, i soggetti coinvolti nelle indagini sono innocenti fino a prova contraria: ma, vista la caratura dei personaggi coinvolti, è chiaro che l’inchiesta sia diventata un caso politico. E, chiaramente, i personaggi coinvolti negano tutto.

Ma non basta, altrettanto chiaramente, per non far esplodere la bolla: il M5S chiede la sfiducia per il ministro coinvolto. Operazione più che legittima, visto il quadro fosco che si tratteggia di fronte ai nostri occhi.
Ma questa è una mossa politica, che serve a lacerare ancora di più un PD già allo sbando completo e reduce da una scissione. Sono sempre stato convinto, sinceramente, che molti scandali che coinvolgono i politici scoppino “al momento giusto”, e basta pensare al fatto che il presidente di Consip è stato sentito il 20 dicembre, ma l’inchiesta è stata resa nota solo pochi giorni fa, per dare un minimo di credibilità alla mia teoria. Dopo la scissione, un altro attacco a Renzi e in particolare a suo padre e a un ministro, guarda caso suo fedelissimo.

 

Cosa resterà dopo l’inchiesta Consip?

 

Di certo, il mondo non sarà un posto più pulito dopo la fine di questa bufera mediatica; bisognerà attendere il processo, e non è così scontato un verdetto di assoluzione.

Di sicuro, al di là dei teatrini dei politici dei più diversi schieramenti, resta una situazione di corruzione difficilmente sopportabile e ancor peggio gestibile.
Ma, senza un impegno comune, tutta la politica (già in una situazione assolutamente poco comoda) rischia di venire risucchiata dal vortice della demagogia più violenta e di venire spazzata via. Di certo i presupposti, quantomeno all’interno del PD, rischiano di essere quelli che furono per i vecchi partiti prima della fine della Prima Repubblica: crisi dei consensi e della rappresentatività, prima di venire travolti e spazzati via da Tangentopoli. E giova ricordare che, dopo Mani Pulite, iniziò l’era del berlusconismo. E che, dopo il berlusconismo, stavolta potrebbe prevalere nettamente lo stesso sentimento anti establishment da cui è stato eletto Donald Trump negli Stati Uniti d’America, che sarebbe una assoluta tragedia in un momento economicamente, civilmente, socialmente e istituzionalmente così complesso.

 

 

Fonte 1 http://www.ilpost.it/2017/03/02/scandalo-consip/ 

Fonte 2 http://www.corriere.it/politica/17_marzo_02/consip-tiziano-renzi-non-ho-nulla-nascondere-pm-mi-interroghino-3fd0a946-ff3b-11e6-9d9a-77b6de6db49f.shtml 

Fonte 3 http://www.repubblica.it/politica/2017/03/02/news/caso_consip_bottici_m5s_per_anni_i_partiti_finanziati_da_romeo_-159584570/ 

Fonte 4 https://wemag.org/2017/02/24/tempesta-imperfetta-nel-pd-il-colpo-del-ko/ 

 

Foto presentazione: ANSA/Giuseppe Lami