Music Express – Un viaggio attraverso la musica contemporanea

Volume 1

 

Per chi non si accontenta delle banalità trasmesse dai talent show e dal festival di Sanremo, ogni anno monotoni nella forma e nella sostanza.

Per chi non ne può più delle pubblicità  e di tutti i palinsesti televisivi soffocati da un’estenuante ripetitività di motivetti commerciali.

Per chi è stufo di subire una programmazione radio satura di hit del momento.

Per chi non vuole essere sopraffatto dal mainstream e ritiene di poter esercitare il proprio pensiero critico.

Per chi crede ancora che la musica sia arte e che come tale non possa essere svenduta nelle mani del miglior offerente.

Per tutti noi, veri liberi amanti della musica, nasce Music Express, l’unico treno al mondo che non necessita di biglietti né prenotazioni.

Il viaggio sul Music Express ci porterà ad ascoltare canzoni unite tra loro da un nesso logico, come fossero stazioni ferroviarie consecutive collegate da un unico binario.

Ogni brano verrà descritto e approfondito, contestualizzato nel periodo di composizione e nella corrente musicale di riferimento per un’esperienza musicale completa.

Sul nostro treno non si faranno distinzioni e verrà trasmesso praticamente qualsiasi genere: si spazierà dai più affermati musicisti della storia agli artisti emergenti, dalla musica italiana a quella straniera,  dai grandi classici alle perle più rare nel mare della musica contemporanea. 

Quindi, se siete pronti per lasciarvi trasportare in questo viaggio senza destinazione, il cui unico scopo è quello di godersi il tragitto ascoltando nel mentre buona musica, non dovete far altro che salire a bordo e mettervi comodi.

Il Music Express sta partendo.

 

 

Playlist Vol.1:

 

Stazione 1:    Ozzy Osbourne – Crazy Train

 

 

La stazione di partenza non può che essere uno dei capisaldi della musica rock, un brano Heavy Metal pubblicato nel 1980 nell’album “Blizzard of Ozz”, che in assoluto incarna lo spirito di questo neonato progetto.  “Crazy Train”, il treno su cui solo i più audaci o sconsiderati avrebbero il coraggio di salire. E perché mai vi chiederete? Perché alla guida c’è il folle, posseduto, sanguinario Ozzy Osbourne, per anni cantante dei Black Sabbath.

 

Stazione 2:    Jethro Tull – Thick as a Brick

 

 

Ed è proprio nella formazione della band heavy metal inglese che troviamo ispirazione per la stazione successiva. In pochi sanno che Tony Iommi, fondatore e leader storico dei Black Sabbath, ha suonato per un brevissimo periodo con i Jethro Tull, gruppo tra i più famosi nel panorama del rock progressivo degli anni ‘70-‘80. “Thick as a brick” non nasce come singolo brano: è in realtà un concept album dei Jethro Tull pubblicato nel 1972, composto da un’unica canzone divisa in due parti. Qui vi facciamo ascoltare un estratto dell’album, che però contiene la melodia e il tema principale ricorrenti nell’intera opera.

 

Stazione 3:    Pink Floyd – Another Brick in the Wall Pt.2

 

 

In “Thick as a brick”, Ian Anderson critica il pensiero uniforme di chi è ottuso come un mattone, di tutti quelli che non si accorgono che le mode del momento sono come un castello di sabbia sgretolato dalle onde del mare.  Per la prossima stazione, dal mattone dei Jethro Tull si arriva al mattone più famoso della storia del rock, quello del muro dei Pink Floyd. Il brano, contenuto nell’album “The Wall” del 1979, è diviso in tre parti e il Music Express, solo per voi, è orgoglioso di condividere la seconda parte, forse la più famosa delle tre.

 

Stazione 4:    Easy Stars All Stars – Money

 

 

Tra i tanti artisti che hanno tratto ispirazione dai Pink Floyd troviamo gli Easy Stars All Stars, gruppo reggae statunitense che nel 2003 pubblica l’album “The Dub Side of the Moon”, rivisitazione in chiave dub reggae del famosissimo “The dark side of the moon”. Il collettivo di New York, senza alcun timore reverenziale, ha osato là dove molti hanno fallito: è sempre rischioso realizzare una cover di un brano estremamente famoso e amato. Gli Easy Stars All Stars si sono spinti anche più in là, hanno ri-arrangiato uno degli album cardine della storia della musica contemporanea con contaminazioni musicali di un genere completamente diverso. Il risultato è straordinario, chapeau.

 

Stazione 5:    Africa Unite – Alba Meticcia

 

 

Da New York a Pinerolo, passando per la Jamaica, incontriamo lungo i nostri binari i precursori della musica reggae in Italia, gli Africa Unite. “Alba meticcia”, contenuta nell’album “Un sole che brucia”, è il titolo di un brano che parla di integrazione, inclusione, uguaglianza e fratellanza, un brano che sa raccontare la storia di un popolo nato dalla diversità. Benché la canzone sia stata pubblicata nel 1995, più di vent’anni fa, risuona ancora oggi l’eco di questo testo così genuino, penetrante e quanto mai attuale.

 

Stazione 6:    Die Antwoord – Fatty Boom Boom

 

 

Gli Africa Unite devono il loro nome all’omonimo brano di Bob Marley, ma la prossima stazione non ha niente in comune con il musicista jamaicano né tanto meno con il reggae. E’, invece, con l’Africa che abbiamo a che fare, perché il gruppo che stiamo per ascoltare è originario proprio del continente nero. I Die Antwoord, sudafricani di Città Del Capo, fondono musica elettronica con un rap aggressivo, in inglese misto a Afrikaans e Xhosa (lingue diffuse in Africa meridionale).

 

Stazione 7:    Gorillaz – Clint Eastwood

 

 

Indio, una cittadina della California, ospita ogni anno il Coachella, un festival musicale in cui si esibiscono svariati artisti di musica alternativa. Ma cosa c’entra col percorso musicale che stiamo affrontando? Beh, nel 2010 i Die Antwoord, da poco divenuti famosi su scala globale, suonano al Coachella nella stessa edizione in cui salgono sul palco i Gorillaz. Il cantante Damon Albarn e il fumettista Jamie Hewlett nel 1998 danno vita a una band composta da cartoni animati, appunto i Gorillaz. La musica del gruppo è frutto di una collaborazione tra diversi artisti, Damon Albarn è l’unico membro permanente. Per voi, dall’album  “Gorillaz” del 2001, il brano “Clint Eastwood”.

 

Stazione 8:    Blur – Song 2

 

 

Per concludere la prima parte del nostro viaggio a bordo del Music Express, sono lieto di condividere un pezzo dei Blur, famosissima band che ha scritto la storia della musica “britpop” degli anni ‘90. “Song 2”, estratto dall’album “Blur” del 1997, è un brano carico di energia, divenuto famoso per molti anche grazie ad un videogioco calcistico. Il filo conduttore che porta dai Gorillaz ai Blur è proprio Damon Albarn: il musicista britannico è cantante e frontman di entrambe le band.

Non mi resta nient’altro da aggiungere, posso solo augurarvi un buon ascolto!