In questi giorni si è sentito parlare molto dello sciopero a livello nazionale della categoria taxi, che ha congestionato la mobilità in tutto il paese e creato non pochi disagi.

Come avremo letto su tutti i quotidiani, la protesta si scaglia contro il decreto Milleproroghe, che rinvia al 31 dicembre 2017 la regolamentazione di servici quali l’NCC (noleggio con conducente) e dei servizi abusivi. Se non foste aggiornati su questo decreto, vi invito a cliccare sul seguente link (tratto dal giornale “Il secolo XIX”), dove potete approfondire l’argomento.

Ma per quale motivo protestiamo contro gli NCC abusivi e i servizi offerti da Uber?

Purtroppo sembrano veramente essere in pochi , tra giornalisti e testate che si sono occupati del caso, coloro che sanno o informano veramente su cosa stia accadendo.

Chiariamo per prima cosa dei punti base sulle modalità tramite le quali si dovrebbe svolgere il servizio taxi/N.C.C. (noleggio con conducente).

Il noleggio con conducente svolge un servizio su prenotazione che non ha alcun obbligo di carico (un tassista non può rifiutare una corsa se pertinente al comune di rilascio della licenza), può esercitare anche fuori dal comune di appartenenza pur dovendo sempre partire e tornare dalla rimessa nel suddetto comune, che è anche lo stesso che ha rilasciato l’autorizzazione.

Le tariffe per il servizio N.C.C. vengono direttamente concordate tra conducente e cliente, ovviamente secondo alcune disposizioni impartite dal Ministero dei trasporti.

È vietata la sosta in posteggio di stazionamento su suolo pubblico.

Le modalità per utilizzare il servizio taxi, a differenza del servizio N.C.C., sono le seguenti : chiamata radio taxi, fermata “al volo”, partenza dalle piazzole contrassegnate da strisce gialle, ovvero i posteggi taxi.

Un taxi ha l’obbligo di carico in quanto servizio pubblico, e le tariffe, al di fuori dei casi dove c’è un fisso (vedi aeroporti), sono determinate dal tassametro sin dal momento della partenza, basandosi su un rapporto chilometrico/tempo.

Chi offre un servizio N.C.C. non regola il pagamento con un tassametro e non ha un orario regolamentato come invece i tassisti; ha solo un limite di ore di guida, che però possono essere svolte a piacere.

Queste principali differenze nella regolamentazione per lo svolgimento delle attività sono anche quelle che in parte determinano il costo della licenza per poter esercitare.

Una licenza taxi ha mediamente un valore molto elevato rispetto a quella di un N.C.C., condizione che ha determinato l’apertura di mutui per molti lavoratori, giovani e non, in molti casi con famiglie a carico.

Chi non ha esperienza nel settore potrebbe pensare che una licenza taxi costi di più perché fa guadagnare molto; mentre invece porta solo a regole più strette ( basti pensare gli autisti NCC lavorano senza tassametro, senza avere un orario regolamentato come noi, hanno il limite di ore di guida come tutti ma le possono fare quando vogliono) e a più controlli rispetto a una licenza N.C.C. Inoltre, mi preme ricordare che la compravendita di licenze taxi è legale, regolamentata e tassata: al 23% per chi vende e al 3% per chi acquista.

Ad oggi, toccando la famosa legge 21/92, le conseguenze sarebbero disastrose per i circa 40000 taxi già presenti sul suolo nazionale : tutti gli N.C.C. di qualunque comune, tramite uber black e non, avranno la possibilità di esercitare con le stesse modalità di un taxi su tutto il territorio, con la differenza che le tariffe non sarebbero vincolate ad un tassametro, ma continuerebbero ad essere concordate tra autista e cliente, come detto in precedenza (questo è un grande vantaggio per aumentare gli incassi e lucrare di più sul cliente) e, come se non bastasse, il valore delle licenze crollerebbe a picco, vanificando anni ed anni di sacrifici di intere famiglie.

In soldoni, si legalizza una modalità di esercitare che è stata sino ad oggi irregolare. E, a ragion veduta, tutti quei cittadini che nel bene e nel male hanno acquistato una licenza taxi che ad oggi molti ancora pagano, ora si ritrovano una concorrenza sleale, senza una territorialità organizzata con criterio, e senza tutela per il lavoratore, con il rischio di gettare nel caos più totale i servizi di mobilità non di linea privati e pubblici, rendendo vittima di tutto questo meccanismo anche l’utenza stessa.

I sindacati si schierano contro questa protesta non autorizzata ed improvvisa, ma giusta e doverosa, continuando a comunicare di riprendere il servizio ed interrompere la protesta, non tutelando gli interessi della categoria.

Ciò nonostante c’è una voce instancabile che grida contro tutti, per giustizia ed equità; la voce de “Il Merlo”, presidente dell’associazione “I Soffokati”, personaggio noto all’interno del settore per le numerose battaglie contro l’abusivismo e l’illegalità, a prescindere se si tratti di taxi o N.C.C. irregolari, o di privati che sciamano intorno le stazioni.

Nel frattempo ieri si è registrata un’assemblea nazionale dei tassisti organizzata in piazza Montecitorio. E’ stato comunque offerto un servizio di trasporto gratuito per i portatori di handicap e destinazioni da e per ospedali.