-Con la collaborazione di Emanuele Macaluso-

 

Di difficoltà nella vita ce ne sono molte, e solo il nostro spirito e la nostra forza di volontà ci permettono di superarle e di non restare in balìa di esse per tutta la vita. Quelle che sto per raccontare sono le storie di chi sulla carta non avrebbe mai potuto intraprendere la carriera da calciatore, ma credendo in modo folle (agli occhi degli altri) nel suo sogno, ha deciso lo stesso di andare oltre l’apparenza e ogni più rosea previsione.

Nel calcio abbiamo diversi esempi che, usando le parole di Eduardo Galeano, ci permettono di capire come “l’abilità consista nel trasformare i limiti in virtù”; questi presunti limiti hanno portato il sordomuto dalla nascita Ugo Magnetto a disputare una gara ufficiale di Serie A.

Correva la stagione 1930-1931, ed esattamente il 14 giugno 1931, nelle fila dell’allora Ambrosiana Inter, dopo numerosi anni di gavetta all’Imperia, Magnetto ha la possibilità di arrivare più in alto di tutti; così fu quando scese in campo nel match che si giocò contro la Lazio (poi terminato 3-2 per la squadra lombarda), divenendo l’unico giocatore sordomuto ad aver giocato almeno un match nella nostra massima competizione. Magnetto non è l’unico caso veramente emozionante del calcio, poiché bisogna ricordare anche Damir Desnica (nato ad Obrovac nel 1956, nell’allora Jugoslavia e odierna Croazia) che riuscì il 7 novembre 1984, durante i sedicesimi di finale dell’allora Coppa Uefa, a fronteggiare con i compagni del Rijeka il Real Madrid.

Desnica era anch’esso sordomuto dalla nascita, e dopo la partita di andata, terminata a sorpresa 3-1 per il Rijeka, nel ritorno coltivava la legittima speranza di passare il turno eliminando i più che blasonati “blancos”. Tuttavia quella speranza si infranse di fronte al sonoro 3-0 subito al Bernabeu che costò loro l’eliminazione. Quel 3-0, tuttavia, dispiace dirlo, fu viziato da un’incredibile mania di protagonismo dell’arbitro belga Roger Schoeters, che lasciò il Rijeka in otto uomini. Tra i tre espulsi ci fu anche Desnica, la cui espulsione può essere definita quantomeno curiosa, poiché da referto il giocatore ricevette la seconda ammonizione per protesta; curioso essere ammoniti per protesta quanto si è sordomuti. Schoeters ebbe poi modo di arbitrare solo altre tre partite (qualificazioni agli europei), e terminò la sua carriera poco meno un anno dopo il fatto. Per concludere, prima di parlare di Garrincha, merita una menzione anche Danilo Nogueira do Santos, giocatore sordomuto brasiliano che riuscì nel 2006 a realizzare il suo sogno, disputando col Palestra il campionato di seconda divisione paulista.

Garrincha è il caso più incredibile di forza di volontà, poiché il giocatore presentava tutte le caratteristiche per non poter essere un giocatore professionista, in particolar modo una lieve forma di strabismo, sei centimetri di differenza in lunghezza tra le gambe e uno sbilanciamento del bacino, tutte cause che indussero i medici a sconsigliargli di praticare il calcio. Oggi Garrincha riposa in pace con due mondiali vinti con il Brasile, conseguendo, nel mondiale del 1962, i titoli di capocannoniere e di miglior giocatore della Coppa del Mondo! Questi esempi di uomini straordinari ci insegnano che, anche in presenza di difficoltà fisiche che sembrano insuperabili, si ha sempre una possibilità, ricordandoci che la mente comanda sempre il corpo.