Il pompelmo è un agrume appartenente alla famiglia delle Rutaceae; il nome di origine olandese deriva dalle parole pompeon + limoes (grande limone).

PRINCIPI ATTIVI E PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE

Flavonoidi glicosidici: narirutina, naringenina, quercitina, kempferolo, esperidina, neoesperidina, didimina, poncirina

Furanocumarine: 6′,7′-diidrossibergamottina, bergamottina e loro dimeri (GF-I-1) e (GF-I-4)

Sesquiterpeni: nootkatone

 

 

Agli estratti che si possono ottenere dai semi e dalla buccia del pompelmo si attribuiscono proprietà antinfettive, antinfiammatorie ed antiossidanti.

Alcuni foglietti illustrativi di farmaci in commercio, come felodipina, ciclosporina, carbamazepina, mettevano in guardia gli assuntori del medicinale dall’uso del succo di pompelmo, sottolineando i pericoli di tale associazione in termini di riduzione della risposta farmacologica e di incremento di eventi avversi.

 

LA FINTA SICUREZZA DEI PRODOTTI “NATURALI”

In molti pazienti vi è la falsa credenza che un prodotto naturale sia per definizione privo di effetti tossici. Per tali (errate) ragioni, spesso l’assuntore del rimedio fitoterapico (prodotto naturale in cui vi sono composti con, seppur blanda, azione farmacologica) neanche lo comunica al proprio medico.

Ne risulta che, se non è facile evidenziare un’interazione tra due farmaci, è ancora più difficile mettere in risalto interazioni tra un farmaco ed un prodotto fitoterapico.

IL CITOCROMO P450

Quello del citocromoP450 è un complesso enzimatico presente prevalentemente nel fegato e nell’intestino, ed è deputato a molte funzioni, tra cui quella di detossificazione degli xenobiotici, tramite reazioni di ossidazione (ossidrilazione, insaturazione): lo scopo è rendere il farmaco più idrofilo, aumentandone dunque la quota escreta per via renale, oltre che prepararlo a successive reazioni di coniugazione con acido glucuronico o glutatione, garantendone così la permanente inattivazione.

 

E IL SUCCO DI POMPELMO?

Le sostanze farmacologicamente attive presenti nel succo di pompelmo che abbiamo menzionato prima, se assunte per via orale, determinano un’inibizione del citocromoP450 localizzato a livello intestinale. Non viene pertanto modificata l’attività dell’enzima a livello epatico.

Lo studio condotto nel 2000 da Wichittra Tassaneeykul et al. (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2014902/) ha valutato la capacità di interazione con il citocromoP450 sul metabolismo dei alcuni farmaci, tra cui il calcio-antagonista felodipina.

Lo studio era focalizzato sulle furanocumarine contenute nel succo di pompelmo, mostrando che l’azione inibitoria è concentrazione-dipendente. E’ stato dimostrato che tra tutti i componenti, le furanocumarine erano molto più attive rispetto ai flavonoidi ed ai sesquiterpeni, i quali erano dotati di un’azione molto più blanda. Inoltre, l’ordine di attività era rispettato anche in altre sottofamiglie del citocromoP450, ovvero 3A4, 1A2, 2C9 e 2D6.

I dati ottenuti dal confronto dei soggetti che assumevano solo  felodipina e coloro che assumevano felodipina e succo di pompelmo, mostrano che quest’ultimi hanno una AUC (Area Under Curve) media triplicata, indice di un’aumentata biodisponibilità del farmaco. I dati concordano dunque con l’ipotesi che il succo di pompelmo rallenti il metabolismo a livello intestinale.

Un’ altra conferma a sostegno di questa ipotesi si è ottenuta dalla somministrazione endovenosa di felodipina: in questo caso il succo di pompelmo non ha mostrato alcuna alterazione della farmacocinetica, quindi il metabolismo epatico era rimasto invariato.

Il grafico mostra le concentrazioni plasmatiche di felodipina nel tempo, quando viene assunta con succo di pompelmo (■) e con acqua (□)

 

 

CONCLUSIONI 

Molti altri farmaci possono provocare effetti tossici se associati ad inibitori del CYP450, e le classi a cui appartengono sono numerose: antiaritmici, antibiotici, antistaminici, ansiolitici, calcio-antagonisti, corticosteroidi, statine, immunosoppressori, antiepilettici, anticoagulanti eccetera.

Sia chiaro, questo articolo non è volto a demonizzare il pompelmo: mette solo in guardia dalla sua assunzione, se in concomitanza con farmaci ad uso cronico.

Ovviamente non intendiamo sostituirci al vostro medico di fiducia: fareste bene pertanto a confrontarvi con figure professionali esperte che siano in grado di valutare, caso per caso ed a seconda del farmaco, se è bene astenersi dal pompelmo o meno.