Mouraria è un quartiere di Lisbona compreso tra la Praca Martin Monitz e la collina del Castello, in cui furono confinati i Mori dopo la riconquista cristiana della città, e che ancora oggi ospita una popolazione in gran parte musulmana.

Girovagando per queste strette vie si respira la linfa originale del fado. Davanti ad un portone in Rua Martim Vz vi è una targa commemorativa: “Qui è nata Amalia Rodrigues, la cantante più famosa di Lisbona, simbolo della rinascita della città post-rivoluzione”.

I suoi dischi risuonano nelle contrade di Mouraria come un lamento, perchè il fado è desiderio e lamento insieme, è un sentimento associato all’idea di destino (dal latino fatum), quintessenza della saudade. Le origini di questo genere di musica popolare risalgono al XIX secolo, quando gli emigranti di ritorno dal Brasile lo importarono sotto forma di lundum, una melodia sensuale ripresa dagli schiavi africani.

Secondo un’altra versione il canto sarebbe nato a bordo di certe imbarcazioni, i cui equipaggi erano soliti cantare il fado dei marinai, una sorta di lamento alimentato dalla nostalgia della partenza e dai pericoli del mare.

 La prima grande cantante di fado fu Maria Severa Onofriana, nata nel 1820 in piena rivoluzione liberale e cresciuta nel bairro di Madragoa, ove nella buia taverna della madre cantava per una clientela offuscata dal vino. Dopo aver acquistato una certa fama, Severa si trasferì nella Mouraria, in Rua Do Capelao, patria degli emarginati. La vita dissoluta che condusse in questo bairro la portò ad una morte precoce: da allora il fado incarnò la tristezza, la passione, il dolore, il peccato.

Ma il fado non è solo un canto sentimentale; a partire dal primo Novecento i contenuti cominceranno a cambiare, assumendo tratti più quotidiani e contenuti sociali, attraverso l’espressione di nuove voci: burlesca, satirica, politica.

Un artista di strada suona il Fado

 

Con l’affermarsi del regime di Salazar nel 1926 il fado “sociale” scelse la via della clandestinità, mentre la sua variante “classes medias” divenne uno strumento di propaganda salazarista, impoverendosi sotto luoghi comuni conservatori.

Dopo questa fase di decadenza, il fado riconquistò una solida identità con la fine della dittatura  dopo la rivoluzione dei garofani del 25 aprile 1974, anche se nella Lisbona di oggi è sempre più difficile riconoscere il canto autentico dal prodotto confezionato per il turismo.

Le metamorfosi di questo canto hanno portato a una maggiore teatralità, nella postura dei cantanti quanto nell’interpretazione della canzone. Ancora oggi ogni sera, nelle vie principali di Alfama, Mouraria e in alcuni locali del Bairro Alto, uomini e donne di mezza età fanno risuonare il loro timbro sulla porta dei locali o tra i tavolini stipati.

Fonte: “A Lisbona con Antonio Tabucchi”, di Lorenzo Pini

TESTAMENTO FADISTA

Meus amigos, meus irmãos

Companheiros da aventura

Das minhas noites fadistas

Já não tenho em minhas mãos

Essa lúcida loucura

De lutas e de conquistas

A vida passa a correr

Os anos vão-se somando

E nós seguimos sorrindo

Fingindo não estar a ver

O cabelo branqueando

E a mocidade fugindo

Mas no dia em que partir

Não levo comigo o tormento

Porque não vos deixo sós

Parto com a alma a sorrir

Deixando por testamento

Minha voz pra todos vós