Per un bambino non ci può essere niente di più bello che crescere con un cane come compagno di giochi e di avventure, un compagno “diverso”, da cui apprendere sempre nuove informazioni e nuovi metodi di comunicazione. Se da una parte il binomio cane-bambino è un binomio che suscita tenerezza, dall’altra purtroppo è stato causa di gravi incidenti, talvolta, purtroppo, finiti anche in tragedia (con la morte del cane, del bambino, o di entrambi).

Per quali motivi sono successi questi terribili incidenti? Cosa spinge i cani a reagire male di fronte ad atteggiamenti del loro piccolo padroncino?

Molti risponderebbero “Perché i cani sono sempre animali, e sono imprevedibili”. Niente di più sbagliato! I cani cercano in tutti i modi di farci capire il loro stato d’animo, cosa li mette a disagio e cosa no, se stanno bene in una determinata situazione o se invece se ne vorrebbero sottrarre. Purtroppo, la maggior parte delle volte i padroni dei cani non capiscono (perché non conoscono) i segnali che manda il cane, ed ecco che succede l’incidente. Ad esempio, il bambino abbraccia il cane, il cane inizia a leccarsi il muso e successivamente lecca il viso del bimbo, dopo 5 minuti il cane morde il bambino! La reazione del proprietario medio è questa “ Ma come! Prima da i bacini al bimbo e poi lo morde! Il mio cane è pazzo!” No! Il cane è sanissimo, semplicemente ha messo in atto i cosiddetti “segnali calmanti”;  infatti attraverso le leccate non stava dando i bacini al bambino, ma cercava di far capire che era a disagio e che quella situazione per lui era stressante. Ecco perché è molto importante conoscere  almeno le basi del linguaggio canino e cercare, nei limiti del possibile, di insegnarle anche al bambino.  

 

 In questa foto un bambino abbraccia un cane. La maggior parte dei cani non amano gli abbracci e si sentono a disagio. Tirare fuori la lingua e leccarsi il muso è infatti un segnale calmante.

 

Tutti i cani, se ben socializzati ed educati, e se vengono capiti dal proprietario, saranno dei bellissimi compagni di vita del bambino.

Come bisogna comportarsi, quindi, quando sta per arrivare un neonato a casa?

La conoscenza deve avvenire PRIMA dell’arrivo del bambino, ad esempio facendo annusare al cane  i vestitini e i giochini che verranno utilizzati dal bimbo. No, in questo modo il bambino non si prenderà nessuna malattia! Le zoonosi, le malattie trasmissibili dal cane all’umano, sono pochissime  (le più importanti rabbia e leptospirosi), e vengono trasmesse attraverso morsi o contatti con feci e urine, quindi il bambino non corre nessun pericolo ad indossare una magliettina che è stata annusata in precedenza dal cane. Fate vedere al cane la futura culla del bambino, la sua stanzetta, ecc; insomma, “preparatelo”.

Una volta che il bimbo sarà arrivato a casa, permettete al cane di conoscerlo, fatelo avvicinare senza timore (tenendo comunque sotto controllo la situazione), fatelo annusare e prendere confidenza.

Lo scopo sarà quello di far capire al cane che a casa è arrivato un nuovo membro della famiglia e che non c’è nulla da temere o di cui preoccuparsi.

 

Purtroppo i padroni commettono degli errori, in questo periodo iniziale di conoscenze, che portano il cane ad avere atteggiamenti scorretti. Esempi di errori da evitare:

-sgridare il cane quando tenta di avvicinarsi al bambino;

-escludere il cane dalle attività giornaliere del bambino;

-cambiare le abitudini del cane in modo drastico;

-dare tutte le attenzioni al nuovo arrivato tralasciando quelle del cane;

-confinare il cane in giardino perché non deve stare dove sta il bambino.

 

Tutti questi atteggiamenti, oltre a portare il cane in uno stato di ansia, possono portarlo anche in uno stato di allerta: potrebbe vedere il nuovo arrivato come qualcosa di negativo, qualcosa che ha cambiato la sua vita in peggio. Inoltre, se non socializza col bambino, non lo vedrà nemmeno come membro del suo “branco”, ed ecco che parte il morso quando invade i suoi spazi, o quando si avvicina a una risorsa (come la ciotola dell’acqua ).

 

Compito del bravo genitore e padrone è quello di insegnare al bambino il rispetto del cane e come relazionarsi correttamente con lui. La frase “il mio cane si fa fare di tutto” non deve esistere! Sia perché anche il cane più buono del mondo a un certo punto “esplode”, sia perché non è giusto stressare il cane e metterlo a disagio solo perché lui lo consente.

Capita spesso di vedere foto di bambini che abbracciano il cane, questa è una delle cose che il genitore deve evitare di far fare al bimbo. Solo nei primati l’abbraccio è considerato un gesto di affetto. Il cane percepisce l’abbraccio come se fosse una monta, come se chi lo abbraccia volesse “dominare” su di lui, e questo può portarlo a reazioni sbagliate. I bambini non devono assolutamente inoltre salire addosso al cane, tirargli la coda e le orecchie, disturbarlo quando riposa o quando mangia, e in generale metterlo a disagio o in condizioni di doversi difendere da un disturbo.

 

Come capiamo se il cane è a disagio? Attraverso la lettura dei segnali che manda, i cosiddetti “segnali calmanti”. I più comuni sono:

-leccarsi il muso o leccare quello del bimbo (o del padrone)

-mettere le orecchie all’indietro

-sbadigliare

-evitare lo sguardo

-sedersi

-dare la schiena al bambino (o al padrone)

-mettere la coda tra le zampe

-stendersi

I segnali calmanti del cane – da “tipresentoilcane.com”

 

Ogni volta che il bambino interagisce col cane e il cane mette in atto uno di questi segnali, dovremmo interrompere quello che il bambino sta facendo, capire cosa provocava il disagio nel cane e riproporre il contatto col bambino in un modo più tollerato dal cane. Ad esempio, se il bambino fa “pat pat” sulla testa del cane, il cane prova fastidio e sbadiglia, noi facciamo smettere al bambino di fare “pat pat” e  piuttosto lo facciamo accarezzare sul fianco, una delle zone di contatto più gradite dal cane.

 

Ovviamente questi segnali vanno contestualizzati, se torniamo da una passeggiata di  3 ore, il bimbo accarezza il cane e il cane sbadiglia, probabilmente è perché e stanco.

 

Così come il bambino deve imparare come relazionarsi col cane, anche il cane deve capire come relazionarsi col bambino!

Quindi è importante moderare il cane quando gioca in modo sfrenato col bambino, perché ovviamente rischia di fargli male o di mordere troppo forte in preda all’eccitamento, con la conseguenza che il bimbo potrebbe spaventarsi. Quindi se il cane esagera bisogna richiamarlo, farlo calmare e solo quando sarà più tranquillo fargli riprendere il gioco col bambino. Il controllo delle emozioni è molto importante in questo caso.

Un occhio di riguardo lo darei per i terrier di tipo bull, non perché siano cani pericolosi, anzi, sono i cani più utilizzati nelle pet therapy!

Esempio di terrier di tipo bull – da “tipresentoilcane.com

Ma per il semplice fatto che sono cani sensibili e molto eccitabili, inoltre nascono come cani da caccia, e vedere un bimbo piccolo urlante correre per il giardino potrebbe far salire in loro il predatorio a mille, rischiando di far male al bimbo, considerando anche la potenza del loro morso. Ovviamente con un terrier di tipo bull ben educato, che riesce a gestire le proprie emozioni e tenuto sotto controllo dal proprietario, incidenti del genere non dovrebbero capitare.

 

Ovviamente cani e bambini non devono MAI essere lasciati da soli, devono essere tenuti sempre sotto controllo e le loro interazioni devono essere controllate e in caso moderate o reindirizzate. Questo vale per TUTTI i cani, dagli alani ai bassotti. Il fatto che il cane pesi 5 kg non vuol dire che non possa mordere e fare male (considerando la pelle morbida e delicata del bambino).

 

Un bambino che cresce con un cane è un bambino fortunato, sia dal punto di vista salutare (è stato stimato che i bimbi che crescono con un animale vicino sviluppino difese immunitarie più forti) sia dal punto di vista psicologico: conoscerà l’amicizia e la lealtà, capirà come riuscire a comunicare con qualcuno diverso da lui.

 

Queste sono regole “base” per la corretta interazione tra cani e bambini; ovviamente in caso di domande o anche solo per prepararsi al meglio all’arrivo del bambino in una famiglia dove vi è un cane (o viceversa) sarà necessario rivolgersi ad un educatore cinofilo preparato, che saprà valutare e agire in base al tipo di famiglia e del cane che avrà davanti.