Forse uno dei film più famosi di Hitchcock, sicuramente il suo maggior successo commerciale, Psycho ha una storia più travagliata di quanto si potrebbe pensare.

 

Alfred Hitchcock non trovò infatti grandi produttori disposti a finanziare Psycho: l’idea venne considerata troppo ardita per il tempo, e lui dovette arrangiarsi limitando il più possibile le spese usando il gruppo di lavoro della serie televisiva ALFRED HITCHCOCK PRESENTS.

 

Questa fu una fortuna: l’operare in economia costrinse tutti a dare il massimo possibile per arrivare a produrre il capolavoro assoluto. Con una sceneggiatura ridotta all’osso, l’utilizzo di simbolismi, virtuosismi tecnici misti a giochi di luci e ombre e una meravigliosa colonna sonora firmata da Bernard Hermann, Psycho rappresenta uno stupefacente esempio di come fare la Storia con mezzi limitatissimi, usando solo l’ingegno.

 

Oltre alle scene maggiormente esplosive in cui la tensione deflagra come un ordigno (su tutte quella memorabile della doccia, che richiese sei giorni di lavoro per tre minuti e mezzo di riprese), Psycho regala inquietudine ad ogni sequenza, senza aver bisogno di esplicitare la violenza, in quanto essa è soltanto presunta, ad immaginazione degli spettatori.

Una scena del film Psycho, probabilmente la più famosa

 

E negli anni ’60 ne terrorizzò parecchi. Gelido come un cimitero, dall’inizio alla fine, ha rivoluzionato il genere thriller, segnando un punto di svolta fino a quel momento inimmaginabile.

 

Una rivoluzionaria pietra miliare del cinema di tutti i tempi, copiata, imitata e parodiata da un’infinità di registi, tante sono le scene passate a futura memoria. Epocale in tutto e per tutto, tanto che ha ispirato numerosi trattati psichiatrici nonché altrettante tesi di laurea.

Alfred Hitchcock

Cinema scarno allo stato puro, da far vedere ai giovani di oggi, quelli della generazione Hostel, che forse nemmeno sanno chi è Alfred Hitchcock. Ed è un vero peccato.