Dalla pagina facebook “Orizzonte calcistico“:

Il 2016 è stato indiscutibilmente l’anno del Leicester di Ranieri, trionfatore indiscusso e romantico della Premier League. Era il 2 maggio quando l’allenatore italiano compiva un’impresa storica riuscendo a portare al titolo un manipolo di eroi guidati più che dal talento da un vento magico che soffiava al King Power Stadium e accompagnava the Foxes in ogni trasferta. Questa magia sembra essersi interrotta e i campioni d’Inghilterra si trovano adesso a concludere questa storica annata subendo delle critiche inaspettate e ingenerose.

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Dopo 18 giornate di campionato il Leicester ha raccolto solo 17 punti e si trova a soli tre punti dalla zona retrocessione. Se per ricercare i motivi di questo vistoso calo si andasse a parlare della minor vena realizzativa di Vardy, autentico mattatore lo scorso anno e sbiadito puntero questa stagione o della maggior permeabilità difensiva di una squadra che da campione aveva subito 36 gol in 38 giornate e ora già ne ha incassati 31, si rischierebbe di ignorare l’origine storica di questa situazione.

Gli almanacchi calcistici sono pieni di casi che raccontano di cadute quasi naturali dopo imprese titaniche soprattutto da parte di società che non sono abituate a vincere: l’Ipswich Town, campione nella stagione 61-62, l’anno successivo arrivò a soli 4 punti dalla retrocessione, il Verona di Bagnoli, trionfatore in Serie A nella stagione 84-85, il campionato seguente fece solo 5 punti in più del retrocesso Pisa e anche il Cagliari di Riva, scudettato nella stagione 1969-1970, non riuscì a ripetersi nella successiva salvando l’onore con un dignitoso settimo posto.

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La ciclicità di questi eventi dimostra due cose: la prima è che le energie fisiche e nervose che una squadra costretta a sovvertire i pronostici brucia durante annate di questa intensità inevitabilmente si risentono nei risultati post trionfo e la seconda è l’ingratitudine che caratterizza il mondo del calcio.

In Inghilterra ci sono stati, fortunatamente in tono minore, alcuni tifosi del Leicester che addirittura chiedevano l’esonero di Ranieri e purtroppo questo atteggiamento è figlio di un calcio che va veloce, che vive nel presente, nel domani e non guarda al passato, quel passato romantico che lo rende magico e che non potrà mai essere cancellato dalla storia di uno sport dove accanto ai nomi dell’Ipswich Town di Alf Ramsey, del Verona di Bagnoli, del Cagliari di Scopigno troviamo dal 2 maggio 2016 anche quello del Leicester di Sir Claudio Ranieri.