Lisboa è la città della luce, entro le sue mura antiche è custodita la storia, la cultura dei paesi mediterranei. Il lungo fiume Tejo e più vasto nel punto in cui è sorvolato dal Ponte di Vasco De Gama, appare come fosse un’insenatura dell’Oceano, ricorda la grandezza del Rio delle Amazzoni in Brasile ,una colonia del suo passato glorioso.

Nei tratti fisici della popolazione si percorrono le travagliate vicende di un passato coloniale, tra glorie ed ingiustizie e ne esce fuori una popolazione multietnica tra le più ospitali al mondo , mite ed intensa. Il portoghese è una lingua musicale , un suono nostalgico, è il Fado di Lisbona , un’armoniosa musicalità che nel nostro paese la troviamo solo nella lingua napoletana , una melodia che incanta.

L’Alfama è il quartiere più antico. E’ un labirinto nel quale è piacevole perdersi; è come una casba, domina la magia dell’oriente, tra piccole casette dai tetti alti che si affacciano sul fiume Tejo. Dall’alto scorgi i campanili delle chiese antiche , i tramonti suggestivi che indorano la città e regalano scenari da trattenere il respiro e che ti lasciano dolcemente commuovere.

Praca de Commercio è dove si svolgeva il commercio degli schiavi, è dove, al tempo dell’Inquisizione, venivano portati al rogo gli eretici, innocenti vittime di un’assurda religione inventata dall’uomo,dove avevano luogo processioni religiose che richiamavano la gente di ogni dove per celebrare il Corpus Domini tanto magnificamente descritte dal premio nobel della letteratura Josè Saramago nel libro “Memoriale del convento” e dove con la rivoluzione dei garofani si festeggiò la liberazione del Portogallo dal dittatore Antonio Oliveira Salazar , oggi meta di turisti da tutto il mondo.

Piazza del Rossio, il selciato con lo storico motivo a onda, simboleggia la vicinanza con il mare e sembra dare l’impressione che la piazza ondulata continui all’infinito. Inizialmente le singole onde erano numerate e si dava l’appuntamento ad esempio “all’onda n° 8” ,venivano fatte dai carcerati e da qui le strade e le piazza in tutto il Portogallo vengono ancora abbellite con stupendi mosaici.

I lampioni di Lisbona lungo le vie ricordano quelli di Parigi lungo i boulevard,una romantica presenza ben riprodotti nelle immagini d’epoca, ancora svolgono questa funzione antica.

I tradizionali trenini, il “28” che si arrampica per strette vie, dove vorresti che il tempo si arrestasse per trattenere esperienze trascorse di quando eri bambino, piccole gioie, frammenti di vita ,di gioco, attimi rimasti nel cuore come questa meravigliosa città.

Il fascino di Cacilhas, l’altra riva del Tejo, non solo merita una visita, ma vale un piccolo soggiorno per assaporare la vita che si svolge sul molo, a tal proposito suggerisco la lettura del libro di Antonio Tabucchi “Requiem” indispensabile per comprendere le tante anime che convivono in questo magico paese, tra sogno e realtà.